lunedì 4 settembre 2017

Recensione: "I miei genitori non hanno figli" di Marco Marsullo

Buon inizio settimana Sognatori!

la sapete l'ultima? Sono in ferieeeeeee!



Finalmente un po' di riposo... si be' più o meno perché ho casa sotto sopra e almeno un milione di lavoretti da fare. Avete presente tutte quelle cose che continuate a rimandare dicendo "Adesso non ho tempo lo farò quando sono in ferie"? Ecco, avete già capito.


Ma iniziamo la settimana nel modo migliore, ovvero parlando di libri. Quello che voglio raccontarvi oggi è una storia particolare, scoperta pe caso che con tanta ironia ritrae i pregi e i difetti di una generazione. Un libro che fa sorridere e riflettere.

Titolo: I miei genitori non hanno figli
Autore: Marco Marsullo
Editore: Einaudi
Prezzo:€ 10,00 (ebook 3,99)
Pagine: 153
 
"Ci sono figli di colleghi di mia mamma più bravi di me in qualsiasi cosa, più educati, meglio pettinati, meglio vestiti, più svegli, affettuosi. Ci sono figli di colleghi di mia mamma che, forse, sono anche più figli di mia mamma rispetto a me". Un diciottenne prende la parola e fa a pezzi il mondo degli adulti, e i propri genitori, smascherando la fragilità di una generazione che non è mai davvero cresciuta. Del resto i genitori sono uguali ai bambini, bisogna prenderli come vengono. Una commedia divertente, corrosiva e tenera, sghemba come tutte le famiglie, dove bisogna adattarsi "l'uno alla forma sbagliata dell'altro per non sparire del tutto".


 

Uno dei motivi per cui mi piace partecipare alle Challenge è la possibilità di scoprire libri che vanno fuori dai soliti generi. I miei genitori non hanno figli l'ho scoperto così per caso, cercando un titolo per completare una Challenge. Incuriosita dal titolo ho dato una sbirciatina alla trama che ho trovato particolare e intrigante.
 
Il libro racconta la quotidianità di una famiglia di separati dal punto di vista del figlio diciottenne che è alle prese con la scelta della carriera universitaria. Usando questo momento come punto di avvio, l'autore condivide aneddoti, riflessioni e paure sui suoi rapporti con i genitori che dal divorzio sono in guerra e sul suo futuro diviso tra la volontà di capire cosa vuole fare e quella di non deludere gli altri.
 
Alternando toni ironici a toni più seri, l'autore ci descrivere due genitori immaturi, troppo presi dalle proprie cose per parlare, ma soprattutto ascoltare il figlio.
Il padre, medico rispettato, dopo il divorzio è andato a vivere in campagna dove può dedicarsi alle sue piante e alla passione per la caccia in cui cerca di coinvolgere il figlio, che invece non condivide questo amore. Non avendo interessi comuni le loro conversazioni finiscono per cadere su questo passatempo, evitando così argomenti più scomodi che restando non detti creano un muro nel loro rapporto.
La madre invece non si è mai ripresa dal divorzio che le ha lasciato un vuoto e cerca di colmarlo iscrivendosi a mille attività che poi lascia prontamente dopo pochi mesi. Nella dinamica con il figlio spesso sembra lui ad essere quello maturo, mentre lei vive sull'onda del momento.
 
Ciò che rende questo libro piacevole è il tono ironico, divertente con cui si affronta una realtà familiare oggi molto comune, senza abbandonarsi a recriminazioni o drammi. Il titolo I miei genitori non hanno figli rende perfettamente il tema della storia raccontata con acume che essendo molto breve scivola via piacevolmente.
Da provare!
 


 
 
 
 
 

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