mercoledì 26 luglio 2017

Recensione: "Delfini" di Banana Yoshimoto

READING CHALLENGE
L'ALFABETO LIBROSO


Eccomi ancora qua a parlarvi di un altro libro, un libro che però si è rivelato una grande delusione.
Di Banana Yoshimoto lo scorso anno ho letto un paio di racconti che mi hanno fatta innamorare del suo stile unico, il suo modo di raccontare delicato capace quasi di trasportare il lettore in un mondo magico. Le sue storie sospesa tra realtà e fantasia mi hanno stregata, per cui sono rimasta particolarmente delusa da questa lettura.


Titolo: Delfini
Autore: Banana Yoshimoto
Editore: Feltrinelli
Prezzo:€ 10,00 (ebook 3,99)
Pagine: 282


Kimiko, giovane scrittrice di romanzi rosa, esce con Goro, che convive con Yukiko, una lontana parente molto più grande di lui. Una sera, dopo una visita all'acquario di Tokyo a vedere i delfini, Kimiko fa l'amore con Goro, ma capisce subito che la loro storia non ha futuro. Temendo di legarsi troppo a lui, decide allora di abbandonare Tokyo. Nel tempio vicino al mare in cui trova rifugio conosce Mami, una ragazza con doti soprannaturali, e da lei viene a sapere di essere incinta. Kimiko contatta Goro per chiedergli di riconoscere il bambino, senza però pretendere né di essere sposata, né tantomeno che lasci Yukiko. In attesa della nascita della piccola Akake, la gravidanza di Kimiko è scandita da un sogno ricorrente: delfini che nuotano nell'acqua.


Leggendo la sinossi e conoscendo lo stile della Yoshimoto mi sarei aspettata una lettura ben diversa. In Delfini infatti l'autrice perde il tratto leggero che ho amato nei suoi precedenti lavori.

La trama in sé è quasi inesistente, anche se leggendo la sinossi se ne ha un'altra impressione. Infatti ha dispetto della cover e della quarte di copertina, la storia non si concentra sulla gravidanza o sulla storia d'amore tra Kimiko e Goro, ma si perde in lunghe riflessione della protagonista sul rapporto con la sorella, sulla morte della madre, sulla vita, sull'amore e perfino sulla morte.
Quello di trattare temi forti non è una novità per chi conosce questa autrice, la differenza sta però che in altri suoi romanzi questo tipo di argomenti sono raccontati con una dolcezza e una leggerezza tali da incantare. Le pagine volavano via, mentre qui pesano come macigni.

Mi spiace doverlo ammettere, ma questo libro, pur nella sua brevità, mi ha annoiata e di certo non era questa la reazione che mi aspettavo di avere.
La storia della gravidanza si risolve in poche pagine finali, dove in parte il ritmo sembra un po' riprendersi, ma senza mai toccare le vette raggiunte in altri titoli come H/H.
I pensieri di Kimiko che occupano la maggioranza del libro risultano pesanti, a tratti prolissi, privi spesso di positività. In definitiva sono noiosi e, ancor peggio, non lasciano niente.

Se quindi siete curiosi di entrare nel mondo fantastico di questa autrice, il mio consiglio è di orientarvi su titoli più rappresentativi dello suo stile meraviglioso come H/H e Moonlight Shadow.

3 commenti:

  1. Ho in casa diversi suoi romanzi, ma ammetto di non averne ancora letto nessuno... mi incuriosisce molto come autrice, ma al tempo stesso ho la sensazione che mi annoierà ç_ç

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    1. La Yoshimoto ha uno stile particolare e in genere il ritmo dei suoi libri non è mai incalzante. Tuttavia negli altri che ho letto c'è un tocco diverso, una leggerezza, un misto di sovrannaturale e reale che ti incolla alle pagine.
      Se vuoi provare qualcosa di suo prova con H/H, sono due racconti brevissimi (meno di 100 pagine) e ti assicuro si leggono in un attimo!

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  2. Ciao Benedetta, grazie per i complimenti e benvenuta nel blog.
    Sono stata a visitare il tuo angolino e l'ho trovato davvero carino, però non sono riuscita ad iscrivermi tra i lettori. Quando clicco su SEGUI mi dà messaggio di errore, magari riproverò con il pc fisso. :(

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